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Antidepressivi triciclici
Scritto da Dott. Alessio Penzo Psicologo e Specialista in Biofeedback e Neurofeedback Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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Antidepressivi triciclici (TCA)

 

 Gli Antidepressivi triciclici, come la dotiepina, l'imipramina l'amitriptilina, sono usati per il trattamento della depressione sia moderata che grave. Il loro effetto consiste nell’aumentare i livelli di serotonina e noradrenalina nel cervello, i quali contribuiscono a migliorare l’umore. E’ opportuno non assumere cannabis quando si prendono questi psicofarmaci in quanto può causare tachicardia.

 

Questi antidepressivi sono detti triciclici perché presentano una struttura a tre anelli. Il capostipite di questa famiglia di farmaci è l’imipramina. Essa è stata sintetizzata sulla scia della cloropromazina, insieme a numerosi altri composti, poiché si cercavano sostanze più efficaci della cloropromazina, o che avessero meno effetti collaterali.

 

Nel 1955, quando ancora non si conoscevano le proprietà antidepressive degli inibitori delle monoaminossidasi (I-MAO), una casa farmaceutica fornì campioni di imipramina allo psichiatra svizzero R. Khun, il quale, dopo averlo somministrato a 300 schizofrenici senza che essi migliorassero, decise di somministrarla a pazienti con diagnosi differenti, tra cui quelli affetti da depressione unipolare. Egli trovò che tale sostanza aveva un’attività spiccatamente antidepressiva. Fu così che nel 1958 l’imipramina fu commercializzata come antidepressivo.

 

Inoltre gli antidepressivi triciclici si dimostrarono migliori degli inibitori delle MAO per quanto riguarda gli effetti collaterali. Infatti si è scoperto che la monoaminossidasi si trova anche nel fegato dove ha la funzione di metabolizzare un’altra ammina, la tirammina, che si trova in molti cibi tra cui il vino, il formaggio e i sottaceti, ed ha la capacità di innalzare la pressione sanguigna. Per cui se l’attività delle MAO è ridotta dagli antidepressivi, aumenta anche la quantità di tirammina nel sangue con conseguenti bruschi aumenti di pressione (in seguito all’assunzione di tali cibi) che possono provocare emorragie cerebrali letali.

 

Gli antidepressivi triciclici non hanno questo effetto detto “effetto formaggio” (cheese reaction). Infatti essi non agiscono sulle MAO, ma sul meccanismo di assunzione delle amine da parte delle terminazioni pre-sinaptiche, dopo che esse si sono staccate dai recettori della membrana post-sinaptica.

Entrambi questi antidepressivi, I-MAO e antidepressivi triciclici, determinano la remissione dei sintomi o un miglioramento pronunciato nel 70% dei casi. Talvolta gli individui affetti da forme depressive bipolari presentano manifestazioni maniacali nel corso del trattamento.

 

Sebbene alcuni pazienti mostrino un miglioramento immediato, generalmente esiste un intervallo di 1-3 settimane prima che i sintomi di depressione comincino a migliorare e sono necessarie 4-6 settimane per ottenere l’effetto completo.

 

 


 
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